«Il cartello era coperto dagli alberi» E il giudice manda gli atti in Procura
Un ragazzo di Como, 20 anni, residente in viale Lecco, tutto pensava quella sera tranne che, una volta consegnata con lo scooter la pizza a domicilio, sarebbe iniziato per lui un percorso fatto di sofferenza e aule di tribunale.
Uscendo da via Di Vittorio, a Rebbio, il 28 agosto del 2008, poco dopo le 22, finisce con l’essere vittima di un incidente stradale all’intersezione con via Cecilio: 40 i giorni di prognosi. Il prossimo 5 giugno, in Tribunale a Como, ci sarà l’udienza penale per le lesioni riportate.
Ma la sorpresa giunge proprio al termine dei 40 giorni, quando a casa gli viene recapitata la multa da parte della polizia locale cittadina per essersi approssimato all’incrocio «invadendo la carreggiata con la parte anteriore del mezzo», e questo in una strada - si legge nel verbale - «gravata da segnaletica verticale di stop».
Una multa subito impugnata dall’avvocato del giovane, Antonio Zito, che, armato di macchina fotografica, immortala l’angolo dell’incidente. Dove il cartello, seppur presente, è - secondo quanto sostenuto dal legale del giovane - coperto da una serie di rami e quindi, impossibile da vedere. In aggiunta, sempre in base al resoconto dell’avvocato, a una segnaletica orizzontale inesistente.
Da qui il ricorso di fronte al giudice di pace che, nel dicembre scorso, dà ragione al ragazzo e torto al Comune di Como segnalando tra l’altro, nella sentenza, come «il comune non ha svolto difese né trasmesso i documenti relativi all’accertata infrazione contestata dai ricorrenti». Determinante proprio la documentazione fotografica «rappresentante l’inesistenza della segnaletica orizzontale e verticale riportante il segnale di stop» e il fatto che «il segnale verticale è coperto da rami di alberi ed altra vegetazione».
Quindi, «qualsiasi conducente, specie nelle ore serali, sarebbe caduto in errore nel percorrere il tratto di strada».
Il giudice di pace si spinge però oltre e decide di inviare tutti gli atti in Procura a Como, segnalando come i vigili, «una volta giunti sul luogo dell’incidente, avrebbero dovuto sanzionare l’Ente proprietario della strada», ovvero il Comune stesso, «nonché le persone preposte al controllo della manutenzione della segnaletica». Fatto per cui - tra l’altro - era già stato aperto un fascicolo, poi archiviato.
Ma il dito puntato del giudice è soprattutto verso quel verbale recante la frase “strada gravata di segnaletica verticale”, «perché in tale condotta potrebbe configurarsi un’ipotesi di reato». Ora toccherà alla Procura decidere come muoversi.