I gemelli Zac: 18 anni e un sogno
Vincere insieme in serie A
Vincenzo, Ferdinando e salvatore Zaccone festeggiano la maggiore età negli spogliatoi dello Scandiano. Sono portiere, mediano e attaccante
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Reggio Emilia, 16 gennaio 2009 - Li chiamavano scherzosamente “Qui, Quo, Qua”. Perché sono tre gemelli: Vincenzo, Ferdinando e Salvatore Zaccone, i fratelli “Zac”. Non si dividono mai, né a scuola né nel tempo libero.
Il loro grande sogno è uno solo e li tiene uniti da più di dieci anni: il gioco del calcio. Ieri hanno compiuto 18 anni, ma il loro primo pensiero è un altro: "Oggi festeggiamo i 25 anni di matrimonio dei nostri genitori — puntualizzano subito i tre piccoli “fenomeni” che da quest’anno militano nella squadra d’eccellenza della Scandianese — Se siamo arrivati fino a qui è grazie ai loro sacrifici, quindi un brindisi è per loro".
I genitori gestiscono il bar “Mary” a Rivalta e quando possono seguono le imprese sportive del loro trio. "Vengono quando riescono, gestendo il bar si liberano dagli impegni difficilmente".
Per non pestarsi i piedi, in famiglia giocano ognuno in un reparto diverso: Vincenzo è il numero uno, il portiere, Ferdinando è il giocatore di sostanza, il mediano, mentre Salvatore è quello che la mette dentro, il bomber. Ma chi sia il migliore loro non lo vogliono dire: "Siamo tutti e tre bravi. Quest’estate quando cominciavano ad arrivare le offerte dalle squadre ci dicevano “vogliamo i tre fratelli Zaccone, tutti insieme”, e per noi rimanere uniti è l’ideale", spiegano i tre 18enni mentre festeggiano con pizza e coca cola negli spogliatoi della Scandianese.
Ma alla possibilità di essere divisi dalla sorte e dalle qualità calcistiche i tre fratelli ci hanno pensato molte volte: "Tra noi non esiste invidia, pensiamo solo a giocare a calcio, per cui nel caso che ci dividano saremo felici di sostenerci l’un l’altro, come abbiamo sempre fatto".
Ma un pizzico di malinconia, pensandoci bene, è inevitabile: "Io gioco sempre dietro a tutti — spiega pensieroso Vincenzo, il portiere, completamente ricoperto dal fango del campo da gioco — e quindi li posso guardare per tutta la partita. Se vedo giocare bene i miei fratelli mi emoziono, provo molto orgoglio. Per me è davvero un piacere guardarli".
E fuori dal campo da calcio? Ognuno per sè? Chiaramente no. I tre gemelli stanno sempre assieme: "Frequentiamo la stessa scuola. Andiamo alll’istituto Secchi, geometra". Due di loro sono pure in classe assieme. Ma non si stancano mai di condividere tutto: "Ormai vederci sempre è un’abitudine. Non sapremmo stare divisi, almeno fuori dal campo". La loro forza? La schiettezza: "Essendo così uniti ci siamo sempre consigliati molto a vicenda. Così si cresce velocemente, anche nello sport. Non abbiamo peli sulla lingua tra di noi. Se qualcuno vede un difetto, subito lo fa notare".
Nonostante la giovane età non sono mancati i problemi tipici degli sportivi: Vincenzo è stato fermato da lombalgia, Ferdinando ha avuto mille influenze e Salvatore ha avuto una sfortunata distorsione. Ma ora è arrivato il momento di fare sul serio: "Purtroppo gli infortuni ci hanno tenuto un po’ fuori squadra. Ma ora che siamo rientrati speriamo di potere conquistarci il posto".